martedì 22 marzo 2016


Loredana Longo: né Caino, né Abele


La mostra di Loredana Longo in corso alla galleria SRISA di Firenze, riflette sulla condizione del “dominato” e “dominatore” che continua a caratterizzare anche l’attuale società di massa.
nè caino nè abele,performance di Loredana Longo, delegata a Matteo Coluccia e Gianluca Trusso Forgia
nè caino nè abele,performance di Loredana Longo, delegata a Matteo Coluccia e Gianluca Trusso Forgia
Nella retorica adulterata dell’attuale democrazia c’è sempre una comunicazione coercitiva che pone le basi perchè continuino a perdurare le figure del dominatore e del dominato. Con l’avvento della società di massa nasce l’universo pubblico e la collettività, possibili fautori di un ipotetico cambiamento sociale, attuabile solo attraverso un mutamento dei rapporti di potere che costituiscono i legami alla base di ogni società (ovvero rapporti tra due attori sociali, in cui l’uno impone la propria volontà sull’altro).
vetrina-Nè caino Nè Abele,2015, installazione pallets,pelle sintetica,pelliccia di mongolia,corda
vetrina-Nè caino Nè Abele,2015, installazione pallets,pelle sintetica,pelliccia di mongolia,corda
I modi di pensare della collettività determinano i valori su cui la società è fondata e i rapporti di potere,contropoteremassificazionedominio o uguaglianza sociale. Andando al di là della superficie dei singoli accadimenti, si scopre la banalità del male come definita nell’opera di Hanna Harendt, che consiste, senza alcuna retorica, nell’eseguire senza pensiero critico la routine burocratica giornaliera, la neutra moralità senza indagare, riflettere o porre domande, da cui si genera l’uomo banale, colui cherealmente può essere il carnefice e con esso la collettività che lo genera, di cui fa parte, che non si oppone…
Ma guai a chi è diverso essendo egli comune” scrive Sandro Penna.
monsters,2015, 14 acrilici su tela-monster #6 Bokassa and me-monster #4 morphing Franco and me-monster #3 morphing Hitler and me-monster #5 morphing Mao and me
monsters,2015, 14 acrilici su tela-monster #6 Bokassa and me-monster #4 morphing Franco and me-monster #3 morphing Hitler and me-monster #5 morphing Mao and me
Le contrapposizioni tra comunitarismo e individualismo definiscono in modo multidimensionale l’ identità e la società.
La performance di Loredana Longo (1967) per la galleria SRISA è una lotta tra due individui (Matteo Coluccia e Gianluca Trusso Forgia) entrambi legati ad una corda che li tiene congiunti tramite un cappio al collo di ciascuno. Essi combattono, tirandosi con forza verso la propria direzione. Sono legati, indivisibili e imprescindibili l’uno dall’altro così come allo stesso tempo ognuno cerca di prevalere sull’altro, ma nessuno, proprio per la loro specifica condizione fisica, vi riesce, ribaltando i ruoli di vittima e carnefice. I due performers invadono gli spazi della città di Firenze, uscendo dai luoghi adibiti all’arte, trasferendo il significato nel luogo specifico in cui la vera metafora prende atto: lo spazio pubblico.
Nella mostra personale all’interno degli spazi della galleria, le opere esposte dialogano con l’osservatore, riproponendo l’estetica propagandistica del potere e spingendo l’osservatore a porsi domande su quella che può essere l’assunzione di responsabilità nei rapporti con ciò che ci circonda.
Francesca Biagini

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